La luce nel Tempio di San Nicolò

L’impiego della luce
In tempi antichi la costruzione di edifici sacri, luoghi di culto, chiese e cattedrali non era basata su criteri casuali ma seguendo canoni costruttivi e regole molto precise. I costruttori dovevano considerare prescrizioni rapportate al simbolismo e alla ritualità. L’orientamento dell’ asse della chiesa o della cattedrale era spesso messo in relazione con i punti della levata del sole ai solstizi, equinozi (versus Solem Orientem, pars familiaris). Inoltre l’orientamento poteva essere collegato al giorno della celebrazione del santo patrono. Queste tecniche che troviamo già nei tempi antichi si sono protratte nel tempo. Dal XVI° secolo in poi si constata una riduzione nell’ impiego di questi metodi, notando una casualità evidente nell’orientamento.

La luce aveva una grande importanza; la teologia contemplativa aveva un ruolo vitale nelle manifestazioni di fede dell’uomo medievale. Nell’armonia teologica di San Bernardo di Chiaravalle veniva condannato l’eccessivo utilizzo dell’oro, delle rappresentazioni demoniache, dell’utilizzo di colori variegati nelle costruzioni monastiche. Viceversa si consentiva la presenza della luce naturale: Gesù Cristo è sempre stato correlato al sole (Sol Iustitiae). Questa luminosità fu in precedenza celebrata da Suger, l’abate di Saint Denis, che aveva compreso l’importanza della ricerca e visione della luce solare per l’uomo medievale
La notte, con le sue insidie, allude alle paure ancestrali. Lascia però spazio alla speranza della nascita del sole (Sol Invictus), alla sua luce che dà calore e vita. L’oscurità – ad un tempo sofferenza e solennità- indotta dalle strutture architettoniche del Romanico, avrebbe lasciato lo spazio alla luce caratteristica dell’architettura gotica, segno di rinascita e di ascesi verso Dio.
Le richieste dei committenti, spesso di carattere simbolico, venivano eseguite nei cantieri medievali dal “protomagister” e dai costruttori, profondi conoscitori della gnomonica. Si avvalevano di volta in volta di osservazioni, calcoli e strumenti matematici, geometrici, astronomici, differenti indicazioni appartenenti alla simbologia liturgica, norme tramandate oralmente nei corsi dei secoli.
L’edificio, a volte, poteva servire anche da misuratore del tempo, per i vari cicli liturgici e le varie attività umane.
La capacità di produrre effetti o giochi di luce è una pratica riscontrata nei luoghi sacri fin dai tempi più remoti. Si ritrova nelle chiese e grandi cattedrali gotiche del periodo medievale, in special modo nell’ambiente monastico.
Era un segreto del costruttore; attraverso la sua abilità, egli sfruttava gli orientamenti e le aperture nella costruzione dei luoghi sacri per permettere ai raggi del “Sol Salutis” di manifestare in modo inequivocabile la sua presenza e alimentare cosi, nell’animo del devoto la fede, in particolare date del calendario religioso o in coincidenza con particolari posizioni del sole.
Oggi, con l’ausilio di moderni strumenti, calcolatori e con la fotografia digitale è possibile ricostruire direzioni astronomiche in contesti precisi, risalendo a tempi remoti. Bisogna però tenere presente nei calcoli, degli scostamenti temporali avvenuti con il passare degli anni e dei secoli, tra calendario Giuliano e sua effettiva capacità di misurare il tempo.

Il Tempio di San Nicolò
Il Tempio di San Nicolò di Treviso rappresenta uno degli edifici sacri più imponenti della marca trevigiana. La sua costruzione risale ai secoli XIII°-XIV°, a cura dei frati Domenicani, anche grazie al contributo di Frà Nicolò Bocassino ossia Papa Benedetto XI.

Questa costruzione, avvenuta in un momento di transizione tra stile romanico e stile gotico, è allineata pressoché esattamente sull’equinoziale (91°.4)1. Le vetrate e altre aperture presenti sulle pareti consentono e regolano l’entrata di raggi di luce. Il fregio, lato nord, che si trova sopra la navata centrale è oggetto di un particolare fenomeno luminoso che si manifesta ogni anno il giorno del solstizio invernale; intorno al mezzodì il sole si trova all’altezza di culminazione, il fregio decorativo e i santi inscritti in medaglioni, vengono illuminati dai vari raggi di luce che penetrano attraverso le finestrine superiori della navata.

L’affresco di san Nicolò
Questo fenomeno non è l’unico: esiste un altro evento degno di essere studiato più approfonditamente. Alla destra del portale nord troviamo un affresco rappresentante San Nicolò; fu eseguito nella prima metà del XV° secolo. I raggi di luce solare che sarebbero dovuti penetrare da una vetrata posta a meridione di fronte all’affresco, avrebbero dovuto illuminare, centralmente, il medesimo, il giorno 15 dicembre 2008; ciò non è stato possibile da osservare a causa del cielo nuvoloso.

Dai miei calcoli avremmo un’altra possibilità di studiare l’evento nei giorni 26/27 dicembre 2008.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

     

*